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D. 29/03/2006 n. 97-procedendo alla individuazione delle misure di contenimento degli impatti; per il generale miglioramento dell'inserimento paesaggistico-ambientale dei ponti e dei viadotti si dovrà prevedere: - l'adozione di strutture architettoniche continue, a sezione variabile e con forme arrotondate; -la verifica della possibilità di inserire le opere di protezione dal rumore nelle strutture portanti, ad esempio adottando impalcati a via inferiore; - la definizione con particolare cura del disegno delle forme e delle superfici delle pile e delle spalle e della loro naturalizzazione (piantumazioni e mascheramenti); - la verifica volta ad omogeneizzare le sezioni delle pile dei ponti anche al fine di minimizzare le alterazioni dinamiche, di rotta e/o di piena fluviale. -Acque: si dovrà verificare e dettagliare l'adeguatezza delle misure proposte nei SIA per evitare i rischi di inquinamento delle acque, con particolare attenzione a quelle aree di cantiere che sono situate in prossimità dei corsi d'acqua e che risultano, pertanto, particolarmente sensibili; si dovrà approfondire la valutazione dell'efficienza e della funzionalità del sistema di trattamento delle acque di piattaforma previsto (bacini di fitodepurazione), in riferimento alle condizioni meteoclimatiche della zona ed eventualmente prevedere sistemi alternativi; dovrà essere redatto sulla base delle risultanze di una specifica campagna geognostica rivolta a determinare collocazione spaziale e caratterizzazione qualiquantitativa delle acque circolanti nel sottosuolo interessato dall'opera, in maniera tale da progettare l'opera con tecnologie adeguate a prevenire, per la costruzione della galleria, il drenaggio improvviso e la dispersione della circolazione stessa; si dovrà verificare che le opere d'arte e di presidio idraulico non arrechino significative alterazioni del deflusso delle acque sia all'interno del reticolo idrografico presente nell'area di intervento, che all'interno di eventuali aree soggette ad esondazione, secondo le indicazioni contenute nei piani stralcio per l'assetto idrogeologico dell'autorità di bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno; dovrà essere fornita dettagliata indicazione sulla presenza di pozzi evidenziandone l'uso pubblico o privato; si dovrà prevedere: - la verifica puntuale della stabilità delle zone di imbocco delle gallerie con particolare riguardo agli effetti provocati da eventuali depressioni e/o escursioni del livello delle falde in esse localizzate; - la predisposizione, allo sbocco delle gallerie, di un sito per la misurazione delle acque eventualmente drenate, prevedendo inoltre la possibilità dell'utilizzo di tali acque ai fini civili, irrigui e/o potabili; si dovrà prevedere per la fase di realizzazione dei viadotti e/o laddove siano presenti falde superficiali, che: -le attività di perforazione e di esecuzione delle fondazioni di pile e spalle non determinino l'insorgere del rischio di diffusione delle sostanze inquinanti dovute ai fluidi di perforazione; - l'utilizzazione dei fanghi di perforazione non riduca la permeabilità nelle formazioni litologiche interessate. -Rumore: si dovrà approfondire lo studio delle componenti rumore e vibrazioni nella fase di cantiere, anche al fine di poter rispettare le condizioni del clima acustico e valutare la possibilità di opportuni sistemi di contenimento/ abbattimento; l'indagine dovrà comprendere le ricadute sulla viabilità impegnata per la movimentazione dei mezzi di cantiere. Si dovrà fornire, l'elenco dei ricettori posti in corrispondenza dei cantieri con i rispettivi livelli di rumore; dovrà essere specificata la localizzazione, la tipologia e le modalità di realizzazione delle opere di mitigazione acustica, assicurandone l'inserimento paesaggistico e privilegiando l'adozione di barriere acustiche integrate con barriere a verde. Si dovrà altresì dettagliare la scelta dei materiali in rapporto alle peculiarità del contesto di inserimento. -Suolo e sottosuolo: si dovrà approfondire, in particolare, l'aspetto relativo all'entità dei fenomeni di erosione e di trasporto solido possibili lungo i numerosi impluvi presenti in corrispondenza dei versanti del M. Crestagallo. -Gestione dei rifiuti: si dovranno dettagliare i quantitativi e le caratteristiche dei materiali di scavo; per lo smaltimento di quelli in esubero, si dovrà definire il piano di deposito temporaneo e di smaltimento, individuando le aree di stoccaggio definitivo; si dovranno prevedere altresì le modalità di conservazione della coltre vegetale nel caso se ne preveda il riutilizzo; si dovranno dettagliare qualitativamente e quantitativamente i materiali derivanti dalla demolizione delle opere esistenti e indicarne le modalità di smaltimento. -Cantierizzazione: dovranno essere contenute nei documenti progettuali relativi agli oneri contrattuali dell'appaltatore dell'infrastruttura (capitolati d'appalto) le prescrizioni relative alla conduzione delle attività di cantiere; si dovrà integrare lo studio della cantierizzazione con la descrizione della tempistica realizzativa dell'opera e delle fasi attuative degli interventi, dettagliando in particolare le misure previste per la deviazione provvisoria del traffico su viabilità alternativa, nei tratti di viabilità esistente interferita dai lavori; si dovranno definire gli itinerari da/per siti di cava e discarica e riportare: - i rilievi dei flussi di traffico attuale sulle strade interessate come viabilità di cantiere. Quest'informazione è necessaria a completamento di quella, fornita, sui flussi di automezzi di cantiere e diretti alle cave e discariche per determinare il reale impatto dei flussi aggiuntivi sulla viabilità; - lo schema planimetrico e distributivo delle aree di cantiere, non solo tipologico; -l'ubicazione e quantificazione degli approvvigionamenti previsti per il fabbisogno di acqua e per lo smaltimento dei reflui; - l'eliminazione del cantiere satellite previsto all'interno del pSIC dei Monte Massico; si dovranno dettagliare nello studio della cantierizzazione le misure previste per la deviazione provvisoria del traffico sulla viabilità alternativa, per i tratti di viabilità esistente interferita dai lavori. Prescrizioni in fase di costruzione si dovrà prevedere il piano di circolazione dei mezzi d'opera in fase di costruzione, che abbia valenza contrattuale e che contenga i dettagli operativi di quest'attività in termini di: -percorsi impegnati; tipo di mezzi; -volume di traffico, velocità di percorrenza, calendario e orari di transito; -percorsi alternativi in caso dì inagibilità temporanea dei percorsi programmati; -percorsi di attraversamento delle areee urbanizzate. -Controlli, monitoraggio e compensazioni: si dovrà predisporre il progetto di monitoraggio ambientale, secondo le linee guida redatte dalla commissione speciale VIA, inserendo il relativo costo nel quadro economico; si dovranno redigere gli elaborati, anche successivi al progetto definitivo, in conformità alle specifiche del sistema cartografico di Riferimento. -Archeologia: compatibilmente con le condizioni geomorfologiche del terreno, dovranno essere effettuate preliminarmente prospezioni geofisiche, secondo le esigenze e le modalità da concordare con la soprintendenza competente, onde procedere successivamente alle indagini archeologiche mirate di cui ai pareri della competente soprintendenza per i beni archeologici; dal km 0,00 al km 13,00 circa, tracciato giallo dovrà adottare la configurazione del tracciato azzurro; al fine di minimizzare il negativo impatto ambientale causato alla piana dell'Incaldana si dovrà ridurre l'attraversamento della stessa allo stretto necessario per la realizzazione dello svincolo di Mondragone Nord ivi previsto, valutando la possibilità di spostare il tracciato subito a nord del monte Petrino, secondo le indicazioni fornite dalla competente soprintendenza per i beni archeologici e rappresentate nella planimetria allegata (allegato A) al presente quadro prescrittivo; dovranno essere attuati tutti gli interventi di inserimento ambientale e paesaggistico e mitigazione dello SIA. -Altre prescrizioni: si dovranno dettagliare i quantitativi e le caratteristiche dei materiali di scavo; per lo smaltimento di quelli in esubero, definire il piano di deposito temporaneo e di smaltimento, individuando le aree di stoccaggio definitivo. Si dovrà altresì prevedere le modalità di conservazione della coltre vegetale nel caso se ne preveda il riutilizzo; si dovranno dettagliare qualitativamente e quantitativamente i materiali derivanti dalla demolizione delle opere esistenti e indicarne le modalità di smaltimento; si dovrà definire la localizzazione delle aree operative e la relativa logistica, privilegiando aree interstiziali o prive di vincoli e riducendo comunque al minimo l'occupazione di aree di pregio ambientale; si dovrà definire la trasportistica da/per i siti di cava e discarica. PARTE 2ª Raccomandazioni Assicurarsi che il realizzatore dell'infrastruttura possegga o, in mancanza, acquisisca, per le attività di cantiere anche dopo la consegna dei lavori e nel più breve tempo possibile la certificazione ambientale 14001 o la registrazione ai sensi del regolamento CEE 761/2001 (EMAS); sia predisposta la cartografia del mosaico degli strumenti urbanistici comunali aggiornato, allo scopo di armonizzare, per quanto possibile, l'opera da realizzare con gli strumenti urbanistici comunali; scegliere le caratteristiche di ciascuna misura di mitigazione verificandone gli effetti su tutte le componenti ambientali; per il generale miglioramento dell'inserimento paesaggistico-ambientale dei ponti e dei viadotti: -preferire l'adozione di strutture architettonicamente continue, a sezione variabile e con forme arrotondate; -verificare la possibilità di inserire le opere di protezione dal rumore nelle strutture portanti, ad esempio adottando impalcati a via inferiore; -definire con particolare cura il disegno delle forme e delle superfici delle pile e delle spalle e della loro naturalizzazione (piantumazioni e mascheramenti); -verificare ed omogeneizzare le sezioni delle pile dei ponti, anche al fine di minimizzare le alterazioni dinamiche, di rotta e/o di piena fluviale. |
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